Ci risiamo. Dopo le crociate contro il tappo in plastica delle bottiglie e la farina di insetti, Matteo Salvini è tornato alla carica. Proprio ieri sui social il nostro si è fatto per noi alfiere delle bustine dello zucchero dei bar. Secondo il vicepresidente del Consiglio infatti l’Unione Europea vorrebbe vietarle perché “inquinano troppo”. Un’imposizione che Salvini definisce “l’ennesima ecofollia”. Ma siamo sicuri sia proprio così?
Il post su Instagram
Si vede che il SMM di Matteo Salvini ha un certo stile. La sua pagina Instagram è disseminata di questi post quasi urlati, i caratteri cubitali e lo sfondo nero che fanno molto più manifesto elettorale che vera e propria informazione. Infatti si tratta quasi sempre di polemiche, spesso molto provocatorie quando non del tutto campate in aria. Fra gli ultimi post del VP c’è (di nuovo) l’indignazione per gli “alimenti a base di insetto”, le mosse da ninja di Romano Prodi, perfino la schadenfreude per una Biancaneve considerata troppo “woke”.
Fino ad arrivare al post di venerdì, una vera e propria campagna contro la presunta normativa UE contro le bustine di zucchero. Avete presente no? Quelle del bar miste bianco, grezzo, stevia e alternative meno caloriche. In puro stile Lega, guerriero con spada e scudo, Salvini si scaglia contro “l’ennesima ecofollia” di una UE che “ora dichiara guerra anche alle confezioni monouso”.
La fonte di questa “indinniazione” da sentinella del buon costume? Si legge piccolo piccolo in fondo a destra: Il Giornale. Pubblicazione, ahem, non proprio del tutto affidabile per quanto concerne tutto ciò che non è o non sembra essere allineato con il governo. L’articolo citato dal VP è uscito il 27 marzo con il titolo “Nel mirino dell’UE anche le bustine di latte e zucchero: cosa non troveremo più nel bar”. Peccato che non sia proprio così: una normativa c’è, ma non riguarda le bustine di zucchero monouso. Tantomeno riguarda un attacco ad hoc ai bar del buongiornissimo caffè tanto caro a Salvini.
Ennesima ecofollia o ennesima figuraccia?
Leggere e comprendere, ah che fatica. Matteo Salvini e tanti altri personaggi della politica populista farebbero bene a tenerlo a mente, e magari avere la pazienza di capire cosa hanno davanti prima di scagliarcisi contro. Cosa dice la normativa europea? Quella a cui Salvini sembra fare riferimento è la norma contenuta nell’articolo 25 del regolamento 2025/40. Il cui divieto indica non tanto l’oggetto, quanto il suo materiale. Ovvero la plastica.
All’allegato V la normativa introduce il divieto per “Imballaggi di plastica monouso per condimenti, conserve, salse, panna da caffè e zucchero nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering”. Nessuna restrizione ai bar dunque. Per tutte le categorie indicate invece ci sarà tempo fino al 1 gennaio 2030 per adeguarsi alla normativa.
Nessuna ennesima ecofollia, piuttosto l’ennesima figuraccia per Matteo Salvini. Che ancora una volta si rivela il pressapochista che è, calandosi al livello dell’analfabetismo funzionale che riguarda tanta Italia online e offline nel 2025. Prima di indignarsi bisognerebbe capire, anzi bisognerebbe proprio leggere. Il problema è che se non lo fa il vicepresidente del Consiglio, figuriamoci se lo fa l’elettore medio.