L’influenza aviaria ora contamina anche le pecore

Il caso in Inghilterra e la morte, in Cambogia, di un bambino di tre anni.

L’influenza aviaria ora contamina anche le pecore

Mentre oltreoceano RFK Jr. avanza ipotesi da brivido in merito alla gestione dell’influenza aviaria, il virus H5N1 prosegue la sua avanzata non troppo lenta alla scoperta di nuove specie animali. Il patogeno si è ampiamente fatto strada tra i mammiferi (parliamo di orsi polari, mucche, animali domestici, ma anche – lo ricordiamo – esseri umani) e l’ultima novità riguarda il contagio di una pecora nel Regno Unito. Solo una di tutto il gregge, ma l’attenzione nella zona è ora elevata.

Il virus colpisce ancora un altro mammifero

gregge pecore

Ancora una specie è risultata positiva all’influenza aviaria; e non si dica che la comunità scientifica non ci aveva avvisati. In questo caso parliamo di un solo esemplare, è vero, ma l’attenzione cresce. La pecora contagiata e “umanamente abbattuta” (come riferito dal DEFRA, il dipartimento dell’ambiente, dell’alimentazione e degli affari rurali inglese) era l’unica del suo gregge ad aver contratto la malattia.

Siamo nella zona dello Yorkshire, dove gli allevatori sono stati invitati a restare vigili per individuare eventuali altri casi. L’invito è anche quello di mantenere i luoghi riservati agli animali estremamente puliti e riferire qualsiasi segnale di nuova infezione alle autorità competenti. Il DEFRA afferma anche che sono state messe in atto rigorose misure di biosicurezza per impedire l’ulteriore diffusione della malattia, sottolineando però che “non vi sono prove che suggeriscono un maggiore rischio per il bestiame del Paese”.

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La dottoressa Meera Chand, del dipartimento per la salute del Regno Unito, evidenzia come in tutto il mondo i mammiferi continuino a essere colpiti dall’influenza aviaria ma che, nonostante ciò, la malattia non sembra diffondersi facilmente tra le persone. Nel frattempo, tuttavia, nelle ultime ore un bimbo di tre anni è morto in Cambogia proprio a causa del virus H5N1; i sintomi con cui era giunto in ospedale erano febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie. Per il piccolo, la cui famiglia alleva galline nel cortile di casa, non c’è stato nulla da fare.