La sinistra riparte dall’inutile app anti dazi (che non funziona su Apple)

Alleanza Verdi e Sinistra presentano una app "anti dazi" che indica la provenienza dei prodotti leggendo le etichette.

La sinistra riparte dall’inutile app anti dazi (che non funziona su Apple)

Non per essere malfidenti, ma quando la politica italiana cerca di darsi una svecchiata buttandosi sulle nuove tecnologie tra app dalle procedure irricevibili, portali governativi in perenne crash e campagne web con budget milionari e risultati miseri, lo storico su queste iniziative è impietoso.

Per questo, quando è giunta la notizia di una app pensata da Alleanza Verdi e Sinistra per contrastare i dazi di Trump permettendo ai consumatori di identificare l’origine dei prodotti identificando e permettendo di evitare quelli statunitensi, capirete che le aspettative erano molto basse.

Trumptax.eu

trump tax app

L’app si chiama “Trumptax.eu”, ha come icona l’inconfondibile profilo di “Orange Man” e, nelle dichiarazioni di Angelo Bonelli: “può consentire ai cittadini di individuare dove le merci sono prodotte, e scegliere se difendere l’Italia e l’Europa e respingere la tracotanza e l’aggressione di Trump”.

Mica male avere così tanto potere nel proprio cellulare. La app consta di uno scanner, lo stesso che si userebbe per leggere i QR code dei menu al ristorante, e inquadrando i codici a barre dei prodotti, ci dice se il prodotto in questione “sostiene indirettamente le politiche aggressive e protezionistiche dell’amministrazione Trump”: è disponibile solo per piattaforme Android perché, spiegano i due leader di AVS, “Purtroppo Apple ci ha detto di no“.

Gino Sorbillo non vedeva l’ora che arrivassero i dazi per farci una pizza Gino Sorbillo non vedeva l’ora che arrivassero i dazi per farci una pizza

Per essere una app che vuole fornire risposte, in realtà pone molte più questioni. La prima: ma serviva davvero una app? La provenienza dei prodotti non è obbligatoriamente scritta sulle etichette? L’esempio che porta Bonelli non aiuta a capire: “se al supermercato ho di fronte uno chardonnay della Napa Valley…”, se mi servisse una app per capire che un vino della Napa Valley non è prodotto in Oltrepò, forse i miei problemi sono più ampi.

Oltre questo, “Apple non ce l’ha accettata” suona un filo boomer. Ci sono una moltitudine di ragioni per cui App Store rifiuta le app di chiccessia, come la presenza bug, la mancata conformità con lo IOS Developer Program License Agreement o una app troppo “semplice” che non può essere solo uno scanner che risponda sì o no. Oppure, l’ultima: “audience too small”, la app è stata giudicata interessante per un pubblico troppo ristretto. E meno male, se il numero di persone che necessitano di una app per leggere l’origine di un prodotto in etichetta fosse così ampio, saremmo messi malino.