A molti di noi non sembra sia passato così tanto tempo, ma il primo McDonald’s italiano è stato aperto a Bolzano nel 1985: sono quindi 40 anni che il colosso degli hamburger americano ha iniziato le sue attività nel Bel Paese.
Nonostante le quattro decadi alle spalle, gli inventori del Big Mac in Italia sono vivi e vegeti, e dal 2024 al 2027 programmano un importante piano di espansione, che dovrebbe portarli a 900 punti vendita dai 755 di fine anno scorso. È quanto emerge dall’intervista fatta da 24 Food a Giorgia Favaro, amministratore delegato di McDonald’s Italia, una chiacchierata in cui emergono molti temi interessanti.
Il futuro di McDonald’s in Italia
Dicevamo della quota 900 ristoranti programmata per il 2027. Un obiettivo che McDonald’s vuole raggiungere con un investimento di 800 milioni di euro, “per la maggior parte destinati all’acquisto dei terreni e alla costruzione dei singoli ristoranti, tutti basati su standard di alta efficienza energetica e sostenibilità”, a cui “vanno ad aggiungersi ai 235 milioni spesi lo scorso anno – aggiunge l’ad – e va anche tenuto presente che il 10% circa degli investimenti sono destinati a rinnovare la rete esistente”.
Insomma, McDonald’s Italia ci crede, anche se la crescita finora non è stata così lineare come ci si aspetterebbe: “se si considera che le ultime 150 aperture sono avvenute nell’arco di quattro anni e non di tre come invece prevediamo per il futuro, si comprende come ci sia un’accelerazione nei piani di crescita. Naturalmente conduciamo accurate analisi per capire dove si concentra la potenziale nuova utenza e a volte siamo noi ad anticipare l’apertura di nuovi centri commerciali”.
A vedere questi numeri sembra quindi che il piano di espansione segua un andamento costante, nonostante l’anno di rallentamenti: “lo scorso anno abbiamo aumentato la presenza al Sud e in provincia, anche e il maggior numero di inaugurazioni è stato in Lombardia. Crediamo quindi ci siano ancora molte potenzialità di sviluppo in Italia, dove le catene quick service non coprono più del 10% degli esercizi contro il 26% dell’Europa”, continua Favaro.
Ricorderete di quando il ministro Lollobrigida lodò la multinazionale americana del fast food per la sua attività di promozione tra i giovani dei prodotti della nostra agricoltura, ed è un’attività che l’AD rivendica con orgoglio: “è dal 2008 che abbiamo sposato l’italianità che caratterizza la maggior parte dei nostri ingredienti, dalla carne all’insalata al caffè. McDonald’s acquista ogni anno 400 milioni di euro di materie prime made in Italy. Siamo molto soddisfatti anche della scelta di puntare sui prodotti Dop. E siamo anche riusciti a sostenere filiere in momenti di difficoltà come ad esempio nel caso dei Pomodori di Pachino Igp o della Pera dell’Emilia Romagna Igp”.
Le nuove aperture vengono sempre accolte come fonte di nuovi posti di lavoro e Favaro ne è ben consapevole: “la cosa di cui siamo più orgogliosi sono le ricadute occupazionali. Solo nel 2024 oltre 2.858 posti di lavoro, con una quota del 50% sia di donne che di under 35”.