Estorsioni, evasione fiscale, pestaggi: le dinamiche ‘ndranghetiste svelate dall’operazione Boreas tra la Calabria e la Germania sono quelle di sempre. L’indagine – svolta in modo congiunto dalla procura antimafia di Catanazaro e di Stoccarda, con il supporto della direzione distrettuale antimafia (Dda) e di Eurojust – ha scoperchiato i meccanismi che replicavano, nel Land tedesco di Baden-Württemberg, gli stessi delle cosce calabresi locali. Ne scriviamo su queste pagine perché protagonisti delle operazioni mafiose erano anche prodotti alimentari Made in Italy.
Meccanismi ‘ndranghetisti in terra tedesca
Vino, olio e formaggi; insaccati e salsa di pomodoro. Questi i classici ingredienti italianissimi che la ‘ndrina (cosca) di Cariati, in provincia di Cosenza, esportava e imponeva ai commercianti e ristoratori della Germania, compresi i “compaesani” emigrati dalle stesse zone calabresi. Il risultato delle indagini sono stati 29 arresti, di cui 20 in Italia e 9 in terra tedesca.
Il copione è sempre quello: costruzione di aziende e reti di prestanome, controllo forzato del commercio sul territorio e, per chi non rispettava le regole del clan, pestaggi e danneggiamenti. I nomi dei boss sono quelli di Giorgio Greco e Raffaele Talarico, a capo della n’drina di Cariati. I due, entrambi finiti in carcere, gestivano l’importazione e la distribuzione dei generi alimentari sul territorio tedesco sotto il loro controllo; in particolare Talarico che, fino all’agosto del 2021, viveva nel Land tedesco per monitorare da vicino gli “affari”.
Talarico si è poi trasferito a Modena, tant’è che le indagini sono state svolte in collaborazione con squadre mobili non solo calabresi, ma anche emiliane e toscane. Salvatore Curcio, procuratore capo della Dda di Catanzaro, si è espresso così sulla vicenda: “Con la procura di Stoccarda la collaborazione ha origine a ottobre 1993, quando acquisimmo la collaborazione di un interno al ‘locale’ [struttura di coordinamento delle ‘ndrine] di Cirò che prima non era conosciuto ed era invece attivo in Germania già dalla fine anni ’70”, spiega ancora il procuratore”.
Prosegue: “Da allora però il cancro ha continuato a diffondersi. Fino a ieri, a Stoccarda come a Cariati gli imprenditori dovevano rivolgersi ai fornitori indicati dal clan, pena danneggiamenti, intimidazioni e pestaggi, e la cosca Greco non aveva difficoltà a trovare professionisti disponibili a operazioni finanziarie necessarie per ripulire capitali sporchi”.