- Cosa sono i porri e quali sono le loro caratteristiche
- Proprietà e benefici dei porri
- Come scegliere, pulire e conservare i porri
- Come cucinare i porri
- Curiosità sul cugino della cipolla
Porro è il nome infelice di un ortaggio dal grande potenziale, dal nome scientifico Allium ampeloprasum. Il genere botanico a cui appartiene è lo stesso dell’aglio, della cipolla, dell’erba cipollina e dello scalogno: se scavate nella vostra memoria gustativa, noterete tutte le somiglianze del caso. Utilizzabile in tutte le sue parti – dal bulbo alla foglia – questa lunga pianta ha una forma massiccia e un colore che va dal bianco dell’estremità più tonda al verde delle foglie. Nonostante il sapore e l’odore pungente (benché meno intensi della cipolla), per qualche bizzarra ragione storica che si perde nei meandri del tempo, il porro è simbolo nazionale del Galles.
Cosa sono i porri e quali sono le loro caratteristiche
Il porro è una pianta che resiste bene al freddo, sebbene esistano varietà sia autunnali che estive. Le sue origini si perdono nel tempo: veniva già coltivato nell’antica Roma e nell’antico Egitto. Il sapore è pungente, ma molto più delicato della cipolla, ed è capace di dare un tocco di freschezza a molti piatti.
Facilmente riconoscibile, questo ortaggio ha una forma ben precisa, caratterizzata da un bulbo bianco e da foglie la cui lunghezza varia in media dai 10 ai 30 centimetri. I fiori creano spettacolari sfere violacee che richiamano il nome della famiglia botanica, le Liliaceae, a cui appartengono anche piante ornamentali come il giglio e il tulipano.
Proprietà e benefici dei porri
La nostra pianta bianco-verde ha proprietà diuretiche, lassative, disintossicanti e idratanti. Le si attribuiscono anche benefici in termini di controllo del colesterolo cattivo e di supporto alla circolazione sanguigna, quindi di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Il porro è ricco di fibre, minerali (quali il potassio e il fosforo) e vitamine (come la A e la C). La presenza dei flavonoidi ne fa un ottimo antiossidante utile nella lotta ai radicali liberi.
Come scegliere, pulire e conservare i porri
Prima di scoprire il ruolo di questo ortaggio in cucina, diamo un’occhiata alle fasi preliminari – dall’acquisto alla pulizia, fino alla conservazione – che ne garantiscono freschezza e bontà.
Come scegliere i porri migliori
Per assicurarvi di portare a casa i prodotti migliori, ecco qualche consiglio da tenere a mente in fase di acquisto. Mettete nel carrello porri dall’aspetto sodo e dal colore vivido in tutte le parti della pianta, dal bulbo al falso fusto (composto in realtà dalle foglie). Potete ovviamente optare per un prodotto biologico, come quelli venduti nelle catene specializzate o dalle stesse aziende agricole.
Come pulirli
Non fatevi intimorire dalla stazza: il porro è facile da pulire, purché si segua qualche accortezza. Sciacquatelo bene sotto un getto d’acqua corrente per tutta la lunghezza, in modo da eliminare il terriccio residuo, in particolare dal bulbo. Eliminate le radici attaccate a quest’ultimo e il gioco è quasi fatto. Non vi resta che tagliarlo seguendo le indicazioni della ricetta, che richiedono spesso la trasformazione dell bulbo in rondelle.
Come conservarli al meglio
Il porro è un alimento facilmente deperibile, per cui è bene consumarlo al più presto dopo averlo portato a casa. Conservatelo in frigo per al massimo una decina di giorni (o meno), controllando che non perda la sua consistenza soda. Questo ortaggio è soggetto a ossidazione, specie il bulbo, quindi andrebbe tagliato solo poco prima del consumo. Una valida opzione è anche congelarlo, magari già a rondelle, per farne scorta in stagione e ridurre i tempi di preparazione.
Come cucinare i porri
Da molti relegato a un ruolo culinario secondario, il porro è in realtà un ingrediente dalle grandi potenzialità in cucina. Dal semplice soffritto alle morbide vellutate, passando per quiche e frittate di carattere, questo ortaggio dà il meglio di sé in svariati abbinamenti, di cui quello con le patate è principe. Le ricette con i porri sono tantissime; vi diamo qui un assaggio.
Dicevamo, ad esempio, che svolge egregiamente le sue funzioni come ingrediente dei soffritti, se cerchiamo un gusto più delicato rispetto a quello regalatoci dalla cugina cipolla. Può anche accompagnare altri ortaggi e non all’interno di piatti come la torta salata porri e patate o una squisita tarte tatin. Se comfort food è la vostra parola chiave, lasciatevi coccolare da una vellutata di porri e patate o da una vellutata di piselli, porro e menta.
Per un’altra versione cremosa resa nota agli inizi dello scorso secolo grazie allo chef Louis Diat, provate la ricetta della vychissoise. Ma non ruota tutto intorno al piatto fondo, perché i porri si abbinano perfettamente a ingredienti e cotture di varia natura, dai classici gratinati alle frittate, passando per le ricche insalate estive.
Curiosità sul cugino della cipolla
Meno usato di altre piante simili, come la cipolla, il porro è un alimento versatile da conoscere meglio. Approfondiamo allora qualche aspetto e curiosità per completare il quadro.
Qual è la differenza tra porro e cipolla?
“Siamo poi così diversi tu e io?” Abbastamza, in effetti. Pur appartenendo allo stesso genere botanico (Allium), porro e cipolla hanno potenzialità differenti. Il primo, molto più delicato, è più facilmente apprezzato da chi non ama i sapori forti, ed è adatto a essere mangiato anche crudo, ad esempio nelle insalate. Lo stesso vale per alcune varietà della cipolla, certo, ma quest’ultima ha un carattere sicuramente più forte che la relega spesso, a torto o a ragione, a un ruolo non protagonista nei piatti.
Si possono mangiare crudi?
I porri, dopo un’accurata fase di lavaggio, si prestano tranquillamente al consumo a crudo. Pensate a una fresca insalata estiva, magari con ceci o arance: in un piatto simile, il porro crudo dà il meglio di sé.
Come cucinare i porri per renderli più digeribili?
I porri sono in realtà un ottimo alleato della digestione, grazie agli oli essenziali che contengono. Se però avete la sensazione che il sapore dell’ortaggio vi infastidisca per qualche ora dopo averlo mangiato, evitatene il consumo a crudo e prediligete preparazioni cotte, come stufato o gratinato, oppure usatelo come ingrediente di torte salate e vellutate.
Come eliminare il forte odore dei porri durante la cottura?
Se il vostro naso non sopporta neanche l’odore degli ortaggi cucinati dal vicino tre piani più in alto, preparare certi alimenti per voi potrebbe essere fuori discussione. Sebbene il porro infastidisca l’olfatto meno di altri ingredienti, come il cavolfiore, il suo odore può risultare comunque poco piacevole per alcuni. Ecco allora un trucchetto per proteggere il vostro olfatto: aggiungete all’acqua di cottura qualche cucchiaio di aceto bianco o del limone o, seguendo un altro rimedio della nonna, posizionate un po’ di mollica di pane imbevuta sempre di aceto o limone. Ora non avrete più scuse per non cucinare questo prezioso ortaggio.