I nuovi “Maestri dell’arte della cucina italiana” premiati dal governo: ma il premio già esisteva

Sono otto a ricevere il premio voluto dal ministro Lollobrigida per omaggiare i grandi nomi della nostra cucina: eppure questo riconoscimento non è affatto nuovo.

I nuovi “Maestri dell’arte della cucina italiana” premiati dal governo: ma il premio già esisteva

E così, con buona pace del deputato di Italia Viva Luigi Marattin, che “a dieci giorni dalla legge di Bilancio” aveva ritenuto che presentare “una proposta di legge per istituire il premio di Maestro dell’arte della cucina italiana, che (…) ha un impatto finanziario di 2.000 euro” fosse fuori luogo -senza nulla togliere alla sacralità della nostra gastronomia- i riconoscimenti ministeriali per i portabandiera dell’arte culinaria nazionale sono finalmente arrivati.

“Questo premio parla dell’alto valore simbolico e culturale della cucina italiana” dice il ministro Lollobrigida, dando anche una risposta a “chi nel tempo si era affermato in Italia e nel mondo, ma “soffriva” di non vederselo riconoscere in patria. Grazie maestri premiati per la passione, competenza che offrono ogni giorno. So quanto il settore aspettava questo riconoscimento”.

Una celebrazione che, promette il Governo, non sarà una tantum, ma diventerà un appuntamento annuale per rendere omaggio a coloro che la premier Giorgia Meloni definisce “beni culturali viventi perché nelle loro mani, nella loro maestria, c’è la sintesi di una professionalità ineguagliabile”.

I vincitori

Massimo-Bottura

Non che ci si aspettassero sorprese, soprattutto da una prima edizione: Iginio Massari è Maestro dell’arte della pasticceria italiana, e dopo che la legge che porta il suo nome ha di fatto istituito questo premio, c’era poco da fare pronostici. “La storia per arrivare qui è stata lunga, e devo dire che Giorgia Meloni è stata l’unica, tra tutti i governi, che mi ha ascoltato” ha sottolineato il maestro dei maestri. “È stato un percorso difficile, lungo più o meno ventidue anni. L’Italia ne aveva bisogno, in quanto il nostro paese può insegnare a molti come si mangia sano e come si può andare lontano avendo degli uomini che vanno avanti giorno per giorno”.

Il Premio maestro dell’arte della pizza italiana va a un sempreverde Franco Pepe, e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food è Maestro dell’arte della gastronomia italiana. Piercristiano Brazzale, Maestro dell’arte casearia italiana, è un mostro sacro del settore, erede della storica produzione di Grana Padano, Asiago e burro Alpi, e Maria Francesca Di Martino, Maestro dell’arte olivicola italiana (al maschile nella nomina, N.d.R.) , produttrice insieme alle sorelle dei premiatissimi oli extravergini Schinosa.

Sfugge un po’ il senso del premio Maestro dell’arte della gelateria italiana assegnato a chi gelato non ne produce: per carità, Carlotta Fabbri con le sue amarene è presente in infinite gelaterie, ma qualcosa stride comunque. Il pigliatutto Riccardo Cotarella è Maestro dell’arte vitivinicola italiana, e compagno di Lollobrigida nella strenua difesa del vino italiano dai continui attacchi dei nemici esterni. Invidio l’ingenuità di chi avesse pensato che il premio di Maestro dell’arte della cucina italiana sarebbe andato a chiunque non fosse Massimo Bottura.

Un nuovo premio?

iginio-massari-gelato-monogusto

Insomma, il governo Meloni sembra aver finalmente istituito la versione italica del Meilleur Ouvrier de France, il premio che dal 1924 viene attribuito ai migliori artigiani d’oltralpe,declinato però in una miriade di categorie.

E guardando proprio al MOF, in Italia il riconoscimento dedicato ai maestri della propria arte, non solo gastronomica, esisteva già dal 2016: è il MAM, Maestro d’Arte e Mestiere. Un titolo indipendente, voluto dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e sostenuto da ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che premia gli artigiani di 23 diverse categorie: dalla ceramica alla gioielleria al legno e arredo, dai metalli alla meccanica al mosaico, dalla pelletteria alla stampa d’arte al restauro, dalle professioni del teatro al tessile, fino, ovviamente all’enogastronomia.

Sfogliando l’albo d’oro delle ultime cinque edizioni (si svolge ogni due anni), ci si imbatte -per esempio- in un Iginio Massari già titolato Maestro della Pasticceria nel 2016, e Franco Pepe Maestro di Pizzeria nel 2018. Insieme a loro, grandi nomi del mestiere di sala, come Alessandro Tomberli e Giacinto Rossetti, mostri sacri del mondo della mixology come Dom Costa e, caso strano, Maestri della Gelateria che sono effettivamente gelatieri, vedi Paolo Brunelli, Stefano Guizzetti o Sergio Dondoli.

Passato rapidamente l’entusiasmo iniziale, questa iniziativa dei “Maestri dell’arte della cucina italiana” parte malino già dal nome, scopiazzato da un’iniziativa con ben altra autorevolezza e storia, e con una selezione di vincitori (che, sia chiaro, sono tutti grandi professionisti il cui valore non è assolutamente in dubbio) che hanno accontentato un po’ l’industria e un po’ il grande pubblico, pescando in un paio di casi tra gli aperti sostenitori del governo.